il diritto alla spensieratezza

Spensieratezza /spen·sie·ra·téz·za/ s.f. – Libero e fiducioso abbandono al ritmo vario d’impulsi e di sensazioni che offre la vita.

Tra i diritti dei bambini, c’è quello alla spensieratezza.

La Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori, adottata in Italia nel 2018 dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, lo menziona espressamente tra i diritti che i bambini conservano nel difficile momento in cui i genitori decidono di separarsi e la famiglia cambia forma.

Il decalogo si ispira alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che, nel 1989, riconobbe per la prima volta il bambino come pieno soggetto di diritto: una rivoluzione. Ma attinge anche a fonti successive, che negli anni hanno integrato e ampliato il novero di tali diritti, nella tutela di interessi sempre più immateriali; tra queste, spicca la Charte du B.I.C.E. (Bureau International Catholique de l’Enfance) che nel 2007 ha sancito il droit à l’insouciance, quindi il diritto ad essere sans-souci, senza pensieri.

Il grande merito della nostra Carta è quello di ricordare, non solo ai genitori ma a tutti gli adulti che prendono parte a questi delicati passaggi, che pure nelle vicende che sembrano riguardare esclusivamente le scelte dei grandi, si deve sempre tenere il bambino al centro di ogni azione e di ogni attenzione. Così, anche nell’esercizio della professione legale, questo decalogo di princìpi di valore etico diventa una guida fondamentale nella gestione di ogni causa di diritto di famiglia che coinvolga minori.

Quando la famiglia si disgrega, i figli conservano il diritto di amare e di essere amati, di essere ascoltati e di esprimere i propri sentimenti, di non essere inondati dalle emozioni e dalle incertezze dei genitori, di non subire pressioni né essere sovraccaricati di responsabilità; in altre parole, i figli hanno diritto di restare figli.

Tra tutti questi diritti, quello alla spensieratezza è il più luminoso. Da un lato, perché riesce a riassumere tutti gli altri – quale bambino può essere spensierato se non è, ancor prima, amato?; dall’altro, per la sua immediatezza, per la sua capacità di dare iconica percezione del carattere fanciullesco che l’infanzia dovrebbe sempre conservare, indipendentemente dalle vicende che riguardano gli adulti. Perché la spensieratezza, nella sua apparente semplicità e immaterialità, è un visibile e concreto parametro di benessere del bambino, da diffondere e utilizzare per aiutare i grandi a gestire le proprie emozioni nel rispetto dei più piccoli.

La Carta dei Diritti dei Figli nella Separazione dei Genitori

Art. 2

I figli hanno il diritto di continuare ad essere figli e di vivere la loro età. I figli hanno il diritto alla spensieratezza e alla leggerezza, hanno il diritto di non essere travolti dalla sofferenza degli adulti. I figli hanno il diritto di non essere trattati come adulti, di non diventare i confidenti o gli amici dei loro genitori, di non doverli sostenere o consolare. I figli hanno il diritto di sentirsi protetti e rassicurati, confortati e sostenuti dai loro genitori nell’affrontare i cambiamenti della separazione.